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Tutti i segreti di un marketing di successo.

Su "A Sud'Europa", settimanale di politica, cultura ed economia realizzato dal Centro Studi iniziative culturali "Pio La Torre" di Palermo, nel numero di marzo, un interessante articolo sul libro.

L'articolo è di Maristella Panepinto.  

Tutti i segreti di un marketing di successo.

"La forza del gruppo - l'etica come chiave del successo"parla di marketing, ma lo fa in un modo che non ci siaspetta. Per una volta, infatti, alla "diabolica" scienzache trasforma anche l'arte in prodotto da vendere, si lega il cuore.Ed è così che il testo, 132 pagine, edizioni Lupetti, Euro 18, silegge tutto d'un fiato, manco fosse un romanzo.Ne sono autori un trio inedito, per la prima volta insieme sulla ribaltaeditoriale. Si tratta di Salvatore Vella, magistrato trapanese,con un ampio curriculum nell'ambito della lotta alla mafia, MauroBaricca e Demetrio Pisani che del marketing, da anni, hanno fattoun mestiere. I due, infatti, sono imprenditori e formatori manageriali.Oltre cento pagine, che raccontano l'etica, come chiave indeclinabiledel successo per qualsiasi team, che desidera trasformarsi inefficace gruppo di lavoro. Lungi dal teorizzare uno scontato “fa lacosa giusta”, nel testo l’etica non è un dettame, ma una compagnadi viaggio dal fascino che da provocatorio diventa irresistibile.Tra le pagine del libro - dotato di una scrittura agile e mai ripiegatasu se stessa - alle riconosciute teorie di marketing e organizzazioneaziendale, si mescola la vita vissuta dai tre autori. C’è unaeco che risuona per tutto il libro: trasformare le ambizioni in sogni,accompagnandoli lungo un percorso dove l’umanità è l’unico battistrada.Tutti testimoni di professioni dove la correlazione individuo-gruppoè fondamentale, gli autori raccontano "chicche" prese in prestito daanni di esperienza.C'è la storia di una bomba, anzi di un finto ordigno bellico da disinnescare,che serve a un gruppo di investigatori per stanare un superlatitante.Con i toni dell'ironia e il ritmo del thriller, SalvatoreVella tiene banco, incollando il lettore dalla prima all'ultima rigadelle sue vicende. Lo fa anche quando parla di un colloquio intimistatra mafiosi, che devono spartirsi l'onere di un regolamento diconti. Ed è a quel punto che il linguaggio si fa serio e il lettore nonpuò che riflettere sull'ancestrale conflitto tra il bene e il male. Dilemmache trova la soluzione in una presa di posizione che, a seguireil libro, non può che essere la migliore, ossia quella che vedenell’etica del vivere “il bene” la soluzione alle asperità.C'è poi Demetrio Pisani, che ha la “presunzione” di ribaltare lamanfrina della cicala e della formica, consentendo a mezzo mondodi riconciliarsi con atavici sensi di colpa. Il piacere anzichè il dovere?Perché no, secondo Pisani, se a mediare c'è l'etica dell'equilibrio,si può anche modificare il finale di una celebre fiaba.Mauro Baricca, forse inconsapevolmente, si ispira alla semioticad'annata, tratteggiando una distinzione tra testo e contestosociale, che scaturisce, poi, nella varietà degli approcci con lavita di gruppo.Baricca fa una digressione minuziosa dei modi di fare auting,quando si è parte di un gruppo di lavoro. Solo con un'analisidel proprio rendimento, realizzata in maniera imparziale e autodiretta,si può raggiungere lo scopo, agevolando la necessariosmosi tra efficienza ed efficacia.Il testo, che ha il pregio di non essere nè lezioso nè autocelebrativo,potrebbe essere, senza torti, adottato, come corso monografico,nelle facoltà di comunicazione.Se solo gli autori avessero ampliato, in termini quantitativi, lastruttura del libro, si potrebbe definirlo già un piccolo manuale,anzichè un vademecum all'organizzazione e consolidamentodei team.