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L'etica come essenza della leadership.

Madrid - Ho letto “La forza del gruppo” in viaggio. Un viaggio lungo, interminabile, fatto in solitudine. Da Scicli a Madrid.  Spesso mi fanno compagnia libri di storia, romanzi. Questa volta ho voluto che mi accompagnasse un testo diverso, un saggio che mi parlasse di economia, d’impresa o, più concretamente, di coaching.

Così pensavo.

Ma già dalle prime battute dovetti immediatamente ricredermi.

L’etica come chiave del successo, sottotitolo dell’opera, è secondo me il suo vero filo conduttore.

Gli Autori ammettono che è proprio l’etica il sapore del libro, l’essenza di una qualsiasi leadership, il crogiuolo immateriale nel quale confluiscono i valori di un individuo e nel quale si fondono virtù intrinseca e beni esterni per opera di una saggezza che in Aristotele diventa “contemplazione teorica”.

E già non troveremmo parole più azzeccate di queste per definire la figura del leader, elemento intorno al quale i tre amici, protagonisti di questo interessante esperimento, discutono, ragionano di teorie e di ipotesi, intrecciano con assoluta maestria a un ordito di considerazioni la trama delle loro preziose esperienze pratiche.

Il segreto filo d’Arianna che guida i passi del lettore nel labirinto di questa figura da loro ampiamente descritta è una complicità assoluta tra i tre, il senso dichiarato di un’intesa, l’esercizio e la pratica di una giustizia che naturaliter l’uomo difficilmente possiede.

Due imprenditori e un magistrato si confrontano in un dato momento storico su temi svariatissimi ancorandoli a un nuovo stile di fare impresa.  Lo fanno in un piccolo centro siciliano, Scicli, dove, per la prima volta e, per caso, la loro amicizia è nata e ha trovato il cemento necessario per esistere e operare. Lo fanno perché mossi da un amore e un affanno che vanno al di là di una semplice identità. Affanno che diventa coraggioso impegno civile, entusiastico studio sociale, ricerca delle origini concertata più che dalla mente dal cuore.

Demetrio ricorda la sua infanzia e la racconta nelle pagine del libro. La ritrova nell’inarrestabile forza che lo spinge a un ritorno obbligato verso un Sud che pensava già lontano e perso.

Mauro tenta un bilancio della sua precedente esperienza imprenditoriale. Lo comunica, attraverso le pagine del testo, con il sorriso distaccato di chi ha già sperimentato che la strada della verità non coincide spesso con la strada del facile successo.

Salvatore svela, fra un capitolo e l’altro, la sua vita di magistrato. Lo fa con l’umiltà degli uomini grandi e la consapevole responsabilità di essere investito di una carica tanto necessaria e importante alla vita dello Stato, di cui è servitore e figlio.

Ho apprezzato particolarmente le loro riflessioni, i ricordi, pezzi d’anima regalati col sorriso dell’amico, scritti per essere letti e interiorizzati da chi vuole rendersi conto veramente della natura delle cose.

Confesso che mai la lettura fu arida e aspettavo anzi con impazienza, divorando i paragrafi, aneddoti, citazioni e racconti.

La figura del leader, buono, carismatico, perfetto ma anche calcolatore, strategico, esemplare, è stata magnificamente tratteggiata e offerta come un vero identikit.

La vita, si sa, è piena di dubbi, di malinconie, di navigazioni a vista. Questo libro mi ha aperto gli occhi. Ho rivisto nelle problematiche da esso affrontate una parte del mio passato.  E forse oggi mi sentirei più appagato e sereno se solo avessi avuto come superiore nella mia lunga esperienza lavorativa uno di questi tre giovani.

Il libro si chiude con un invito. È una proposta rivolta ai lettori a mettere insieme le proprie esperienze, a discuterle.

L’orchidea, scelta dagli Autori come simbolo della bellezza e dell’armonia che sempre devono regnare tra gli uomini, aspetta chi si vuole aggiungere a questo piccolo ma importante team. Ecco la sua mail: info©ilsensodell’orchidea.it

Il clima rilassante e mediterraneo di Casa Imbastita, a Scicli, farà il resto.

Un Uomo Libero